Posts | Web

20/05/14

The Anatomy of a High Converting Landing Page

Di seguito un’ottima guida per la creazione di una landing page di successo, ovvero ad alto tasso di conversione. La progettazione di una buona landing page (il cui scopo principale magari è pubblicizzare o vendere un prodotto o servizio) è un’operazione che richiede una certa cura.
In particolare ci sono alcuni elementi che andrebbero rispettati:

  1. Headline: deve essere chiara e concisa; non sempre la headline più creativa è quella che riesce a vendere di più. Un sottotitolo aiuterà a dare ulteriori informazioni al visitatore (ad esempio, benefit del prodotto).
  2. Immagine o Video: devono essere contenuti di ottima qualità, con lo scopo di illustrare maggiormente le caratteristiche del prodotto o del servizio. Dovrebbero essere dei “piccoli capolavori” di grafica.
  3. Benefit: meglio esporli in forma sintetica e puntuale (ad esempio, con una bullet list).
  4. Call to Action: occorre focalizzare l’attenzione dell’utente sull’unica azione disponibile, in maniera chiara e possibilmente accattivante (es. “crea un evento”, “iscriviti e pubblica gratuitamente”, “leggi il case study”, …).
  5. Limite della pagina: occorre fare in modo che tutte le informazioni più importanti cadano al di sopra del limite della pagina. L’80% degli utenti non leggerà oltre…
  6. Link di navigazione: meglio ridurli al minimo e privilegiare la semplicità. L’utente non deve avere troppe opzioni e distrazioni.
  7. Descrizione: a questo punto si può inserire una descrizione completa del prodotto (anche in questo caso semplice e realistica, senza fronzoli o termini altisonanti).
  8. Testimonials: si possono aggiungere immagini e testi di testimoni (reali) che utilizzano il prodotto o servizio, al fine di acquistare fiducia agli occhi dei visitatori.
  9. Trust Elements: ad esempio il logo delle aziende che ti hanno scelto e dei numeri che possano aumentare l’autorevolezza della tua pagina.
The Anatomy of a High Converting Landing Page
Courtesy of: Quick Sprout
26/02/14

12 Outdated Web Features That Need to Disappear in 2014

Alcuni accorgimenti utili per rendere un sito più moderno e funzionale. Ciò che andrebbe evitato, secondo questo studio sono:

  1. Elementi irrilevanti: ovvero troppo testo, troppe foto o immagini, barre di ricerca o gadget non necessari, ma inseriti solo perchè sono “cool”
  2. Introduzioni Flash: annoiano l’utente, sono lente e non vanno su molti sistemi operativi o device
  3. Scroll di Foto: possono essere troppo lenti o troppo veloci, vanno usati con le dovute attenzioni
  4. Loghi troppo grandi: se ingombrano troppo l’header del sito, come spesso accade, possono penalizzare l’intera navigazione
  5. Stock Photos: meglio utilizzare le proprie immagini, più reali ed autentiche, che acquistarle su shop professionali. Potrebbero essere poco rappresentative o peggio rendere il proprio sito troppo simile ad altri!
  6. Bandiere in formato GIF animato: hanno fatto il loro tempo (compatibilità con HTML5)
  7. Video in autoplay: non sono generalmente graditi dall’utente
  8. Popup automatiche: già deprecate da anni purtroppo tendono ancora a “sopravvivere”
  9. Post del genere “Hello World”: occorre cancellare dal proprio sito tutto ciò che dia l’impressione di essere auto-generato (e di bassa qualità)
  10. Pagine auto ricaricanti: nell’era di AJAX non sono in genere più necessarie…
  11. Siti “m.dot”: piuttosto che creare la versione mobile del sito, bisogna preferire l’approccio più moderno che prevede dei layout full responsive

Di seguito l’articolo completo:

18/10/13

Prima posizione su Google: non è sempre una priorità!

podio

Il mito della prima posizione su Google… parzialmente sfatato! Non sempre infatti la prima posizione su Google rappresenta un reale vantaggio rispetto ad una qualsiasi altra (rispettabilissima) posizione in prima pagina.
Di certo è importante, più che ottimizzare ossessivamente, non perdere mai di vista l’obiettivo primario dell’ottimizzazione stessa, ovvero ottenere risultati compatibili con le proprie campagne di web marketing.
In una parola: incrementare la propria capacità di vendita e aumentare la diffusione del brand.

In quest’ottica un indicatore più rilevante è il CTR (Click-Through Rate), che esprime la percentuale di click rispetto al numero di visualizzazioni di un insieme di pagine per un certo risultato, ed è considerato ottimale se si aggira almeno attorno al 3-4%. Ad esempio è quasi perfettamente inutile avere un CTR del 100% per una sola parola (ad esempio il nome del brand) e un CTR prossimo a zero per le altre parole ricercate.
Ciò posizionerebbe sì in prima pagina e darebbe buona visibilità per quella query di ricerca, ma renderebbe praticamente “sconosciuto” il sito rispetto a tutte le altre possibili query di ricerca. Risultato certamente non desiderabile.

L’obiettivo è quindi di migliorare il ranking rispetto a quante più possibili query di ricerca, analizzando sempre i risultati nel complesso e non concentrandosi soltanto su certi termini di ricerca.

11/07/13

Aggiornamenti algoritmici di Google, mappa completa…

Dagli autori di Web in Fermento pubblico un ottimo schema per ricordare, uno dopo l’altro, gli aggiornamenti algoritmici di Google fino al 2012. Il documento è davvero interessante e completo, buona consultazione!
Google-algoritmi-infografica-ITA

 

10/07/13

Google+ è indispensabile per il web marketing e la SEO

Google+ ha fatto registrare di recente il sorpasso di Twitter nella corsa al social network più utilizzato piazzandosi al secondo posto dietro Facebook. Google è già detentore del migliore motore di ricerca, della mail più utilizzata del pianeta e di YouTube, pertanto il social network è stato un passaggio obbligato e dal successo assicurato.

Quello che distingue Google+ da Facebook e Twitter è l’ormai certa influenza nei risultati (SERP) delle ricerche organiche attraverso la somma di una serie di fattori che indicano la popolarità e il livello di engagement di un autore sul web, alcuni di questi sono:

  1. Livello di engagement sul profilo Google Plus
  2. Numero di +1 e condivisioni per ogni post/articolo pubblicato dall’autore
  3. Numero di cerchie Google+ in cui l’autore è inserito
  4. Frequenza di pubblicazione presso i Blog
  5. Authority dei siti presso i quali l’autore scrive
  6. Numero di commenti per post

L’intenzione di Google sembrerebbe tutta incentrata nel togliere peso ai siti per darlo agli autori, che ne decreteranno il successo essendo essi stessi portatori e garanti di qualità e sicuro engagement…

28/06/13

New Rules for SEO Success in 2013

seo-man-typingIn seguito al continuo aggiornamento degli algoritmi di ranking da parte di Google (l’ultimo è stato ‘Penguin‘) basati sull’osservazione delle abitudini e comportamenti degli utenti, anche le regole di SEO sono in continuo cambiamento.
Pertanto, se ci si basa soltanto sul ranking delle proprie keyword si rischia addirittura di essere penalizzati!
Alcune regole, aggiornate al 2013:

  • Concentrati sul numero di keyword, non sul ranking delle stesse: i motori di ricerca sono diventati più intelligenti e specifici; oltre il 70% delle ricerche contiene tre o più termini di ricerca ed oltre il 20% delle query di ricerca sono totalmente nuove, ovvero rappresentano ricerche mai effettuate prima. Quindi la strategia vincente è quella di incrementare il numero di keyword, piuttosto che migliorare il posizionamento di quelle esistenti: l’insieme delle stesse è detto keyword portfolio.
  • Pubblica contenuti orientati al problem-solving: è utile pubblicare contenuti presi dalla propria proprietà intellettuale: how-to, white paper o studi di ricerca. Questo è ciò che gli utenti cercano e può essere indicativo della vostra professionalità.
  • Pubblica contenuti basati su fonti di qualità: l’aggiornamento ‘Penguin’ penalizza i contenuti di bassa qualità e i siti considerati non attendibili. Pertanto bisogna concentrarsi sull’ottenimento di riferimenti di alta qualità da parte di siti web attendibili del settore, evitanto i siti “free” e le content farm.
  • Distribusci e promuovi il contenuto attraverso i social media: i social media sono un canale molto efficiente per distribuire e promuovere i propri contenuti e consentono di raggiungere milioni di utenti istantaneamente. Google e Bing hanno ammesso di utilizzare i segnali provenienti dai social media nei loro algoritmi di ranking.

Per approfondimenti:

23/05/13

Top 15 Drupal performance tips

Per continuare la carrellata sui CMS, di seguito alcuni accorgimenti che possono aiutare a migliorare le performances di un sito realizzato con Drupal. Benchè Drupal sia un ottimo sistema, non è conosciuto per essere particolarmente performante. Fortunatamente, con un po’ di attenzione, si possono ottenere dei buoni risultati.

  • Pianificazione: occorre scegliere accuratamente quali moduli installare o disinstallare, la scelta di installarli “tutti” non è mai quella migliore
  • Aggiornamenti: in genere mantenere aggiornato il sistema (core e moduli) può aiutare
  • Pressflow: è una particolare versione di Drupal, patchata per l’utilizzo di componenti terze-parti. Versione consigliata a chi utilizza Drupal6, diverse modifiche della quale sono state inserite in Drupal7
  • APC (Alternative PHP Cache): una cache php che può offrire ottime prestazioni se usata con Drupal
  • Memcache: un ottimo modulo per Drupal6 e Drupal7
  • Varnish: può essere installato sul web server (Apache, nginx or lighttpd) e aumentare le performanche di Drupal per quanto riguarda soprattutto gli accessi degli utenti anonimi
  • Boost: un’ottima alternativa a Varnish, quanto quest’ultimo non è installabile (hosting condiviso ad esempio)
  • CDN: può aiutare nel caso di risorse statiche come immagini, documenti, css e javascript
  • Views: è uno dei moduli più potenti e versatili di Drupal, ma occore saper utilizzare bene le varie opzioni per non rischiare di ottenere query molto lente. Alcuni moduli aggiuntivi possono aiutare (Views lite pager, Views cache)
  • Block cache: un altro modulo di Drupal che può migliorare di molto le performance, specialmente se utilizzato con Memcache
  • Ottimizzazioni del filesystem: quando le risorse statiche sono molte può essere utile organizzare il file system in path organizzati per data. A tale scopo può essere utile il modulo File(field) Paths
  • Fast 404: un altro modulo molto utile nel caso di “pagine non trovate”: soprattutto quando si ha un nuovo sito in fase di sviluppo
  • Moduli scadenti: benchè in genere molto rari, nel core di Drupal ci sono 3 moduli con performanche piuttosto scarse. In genere è bene disattivarli (Database logging, Statistics, PHP Filter)
  • Monitoraggio delle performance: utile soprattutto in fase di sviluppo. Devel è sicuramente un modulo utile, New Relic un servizio terze-parti che funziona bene con Drupal
  • Frontend: è certamente utile abilitare l’opzione di aggregazione delle risorse css e javascript offerte dai vari moduli e ridurre le dimensioni delle immagini caricate (Image cache, Image profiles)

Per approfondimenti:

24/04/13

WordPress vs Drupal: User’s Edition

Drupal o WordPress? Cosa è meglio? Come sempre dipende da quali sono i nostri obiettivi.

Vuoi creare un blog?
Non credo ci siano dubbi: la scelta di elezione è senza dubbio WordPress, in fondo è nato proprio per questo! In più è facile da installare, da configurare e utilizzare anche da parte del neofita. Il problema sorge semmai quando il sito cresce e si vogliono aggiungere altre feature di tipo diverso. In questo caso WordPress potrebbe non rivelarsi più all’altezza.

Semplicità vs complessità
E’ opinione comune che WordPress sia semplice in tutti i suoi aspetti, mentre Drupal sia decisamente più complesso e, anche se ciò è vero, è chiaro che le due piattaforme non sono paragonabili. Drupal è anche molto più potente, ha pagine di amministrazione più curate, un’interfaccia più pulita, è più sicuro, ha un sistema di permessi decisamente flessibile e risulta adatto anche all’uso in contesti entreprise.

Moduli vs plugin
Un plugin è un pezzo di codice già pronto, destinato ad uno scopo ben preciso. Si può espandere WordPress in molti modi utilizzando gli appositi plugin, ma difficilmente si potrà fare qualcosa di più di ciò che i plugin consentono di fare. I moduli di Drupal invece superano questi limiti e per la loro struttura possono essere combinati tra loro in vari modi (o modificati) in modo da poter espandere il sistema praticamente all’infinito.

Temi
WordPress fornisce molti temi di ottima qualità completamente free e immediati da utilizzare, ma tutto sommato abbastanza statici, ovvero composti di regioni fissi nelle quali piazzare widget a piacimento. All’occorrenza può risultare abbastanza difficile uscire da questi schemi. I temi di Drupal invece sono organizzati in regioni piuttosto flessibili nelle quali si possono piazzare a piacimento i vari moduli. Inoltre esistono diversi temi di base che possono essere espansi o configurati a piacimento (Bootstrap, Omega, Zen).

Conclusioni
In conclusione, ancora una volta, se le intenzioni sono quelle di andare oltre al semplice blog o poco più (per il quale WordPress è la scelta perfetta) è bene pensare fin da subito a Drupal, che rappresenta una scelta migliore e più duratura nel tempo.

23/04/13

Drupal vs Joomla vs WordPress

cms-logos

Con questo post cercherò di analizzare i punti di forza e di debolezza di alcuni dei CMS più diffusi come Drupal, Joomla/Mambo e WordPress.

Drupal
Vantaggi

  • codice molto pulito
  • buon controllo del progetto da parte di Aquia
  • ottimi sviluppatori
  • è strutturato in modo che sia quasi impossibile programmarlo male
  • è piuttosto scalabile e quindi efficiente lato server

Svantaggi

  • meno plugin già pronti che in altri CMS (relativamente)
  • interfaccia di default piuttosto vasta
  • pochi sviluppatori
  • sviluppatori più costosi

Joomla/Mambo
Vantaggi

  • buon sistema di menu
  • struttura fortemente statica delle pagine
  • offre nativamente il supporto per membri e community
  • è da molto tempo sul mercato

Svantaggi

  • performace piuttosto scadenti
  • url predefiniti orribili
  • debole sezione weblog
  • è difficile applicare temi (tutti i siti fatti con Joomla/Mambo tendono ad assomigliarsi tra loro)
  • caratteritiche SEO poco curate
  • pessimo codice, difficile da riparare
  • comunità divisa (dopo la separazione tra Joomla e Mambo nel 2006)
  • molti dei plugin migliori sono a pagamento
  • sviluppatori piuttosto mediocri

WordPress
Vantaggi

  • enorme comunità
  • le performanche possono essere ottimizzate facilmente grazie ad appositi plugin
  • è molto facile applicare dei temi personalizzati
  • ottima architettura a plugin
  • ci sono plugin di ogni tipo
  • molti sviluppatori professionali
  • ciclo di sviluppo veloce, ci sono cambiamenti ogni anno
  • leadership attiva e buona gestione del team grazie a Mark Jaquith

Svantaggi

  • codice non all’altezza di Drupal, ma migliore di Joomla e in costante miglioramento
  • molti sviluppatori improvvisati
  • molti plugin popolari con performanche piuttosto scadenti
  • diversi temi commerciali scadenti che possono anche compromettere le performanche del sito
  • debole gestione delle pagine statiche, che però può essere compensata dai plugin
  • ciclo di aggiornamenti molto rapido, occorre prestare attenzione in caso di aggiornamenti

Quindi Drupal risulta essere la piattaforma ideale per progetti ampi e strutturati, per la sua stabilità, ottimizzabilità e programmbilità. Le funzionalità base possono essere estese praticamente senza limiti grazie ai moduli. I costi di gestione possono essere superiori, ma questo di solito non è un problema per le grandi aziende. WordPress si adatta bene alle realtà piccole e medie (o anche grandi) e ad una grande varietà di progetti (weblog, corporate site, ecommerce ecc ecc) per la sua facilità d’uso e la ricca dotazione di plugin. In genere invece la principale ragione per utilizzare Joomla/Mambo risulta la semplicità o l’esistenza di progetti legacy difficili da migrare verso altre piattaforme.

Per approfondimenti:

02/03/12

Tuning GlassFish for Performance

jvm-tuning-view

Ecco un articolo piuttosto tecnico, ma molto ben fatto e dettagliato sulla taratura delle performance per  l’Application Server di riferimento nel mondo Java, Glassfish.

L’articolo inizia con alcune best practise comuni del mondo JavaEE (multi thread model, gestione delle sessioni HTTP,  caching dei beans, gestione dei pool e delle transazioni) per poi divenire più specifico. In particolare vengono trattati diffusamente:

  • Ottimizzazione del Server
    • Deployment
    • Logging
    • Web Container
    • EJB Container
    • Network Listener
    • Thread Pool
    • Resources
  • Ottimizzazione della JVM
  • Ottimizzazione del Sistema Operativo
    • Parametri di rete
    • Numero massimo di files aperti
    • TCP/IP
    • Gestione del timing (orologio di sistema)
    • Network Interface Card (NIC)
  • Test di un caso pratico (con grafici)

Di seguito l’articolo completo: