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05/03/13

PhoneSat: i mini satelliti Android della NASA

PhoneSat2Un budget di 3500$ e un vecchio smartphone, più del semplice materiale del commercio: così nasce il progetto PhoneSat prodotto da un team di ingegneri del NASA’s Ames Research Center. Lo scopo è quello di produrre un sistema di controllo per satelliti a basso costo, il cui componente principale è appunto uno smartphone usato con cpu da 1Ghz, un processore più potente di quelli utilizzati in molti progetti spaziali precedenti.

Ne sono state prodotte due versioni, PhoneSat 1.0 e PhoneSat 2.0, entrambi di forma cubica di soli 10cm per lato e con budget molto ridotti, soprattutto se riferiti al campo aero-spaziale!

PhoneSat 1.0 è equipaggiato con uno smartphone Google Nexus One, al quale sono state disabilitate tutte le funzionalità telefoniche (in pratica è stato settato in “airplane mode”), mentre il PhoneSat 2.0 usa un Samsung Nexus S, dotato di giroscopio e GPS.

I primi esperimenti, che sono partiti nel 2010, hanno avuto discreto successo sia in ambiente simulato, sia in ambiente aperto (salvo la rottura iniziale di uno smartphone) con la permanenza di 10-14 giorni nell’atmosfera, prima del rientro sulla terra. Grazie al budget ridotto e ai materiali costruttivi facilmente reperibili, il team ritiene di poter effettuare numerosi test in breve tempo prima di ottenere la piattaforma completa.
Il prossimo lancio è atteso per l’estate del 2013…

Leggi anche l’articolo originale.

27/02/13

Lo smartphone può trasformarsi in un pc

android-phonePC, smartphone o… entrambi? Ora è possibile, dal momento che gli smartphone spesso sono dotati di cpu con 2 o più core e di ram in abbondanza.  Ubuntu for Android consente a questi smartphone di “fascia alta” di trasformarsi in un pc a tutti gli effetti, equipaggiati del sistema operativo Ubuntu, la più celebre tra le distro Linux e tra i sistemi operativi free ed open-source.

Una volta che lo smartphone viene inserito nell’apposito dock e quindi collegato a monitor, tastiera e mouse il gioco è fatto. E poichè sia Android, sia Ubuntu condividono lo stesso kernel Linux le funzionalità di telefono e desktop pc risultano disponibili nello stesso momento e, naturalmente, non è necessario nessun software di sincronizzazione dati dal momento che la memoria di archiviazione è condivisa.

Ciò può rappresentare sia un vantaggio per gli operatori di rete, sia per le aziende che vogliono dotare i propri dipendenti di una postazione pc e di un dispositivo mobile utilizzando un unico prodotto. Naturalmente poi bisognerà vedere se saprà accogliere i favori del mercato… sicuramente non rivoluzionario, ma interessante!

Leggi anche l’articolo originale.

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